Scuola: governo verso la fiducia sul maxi emendamento

Il governo, dopo l’avvio della discussione generale in Aula al Senato sul ddl scuola, porrà la fiducia sul maxiemendamento. Nel Pd lo strappo di Fassina che formalizza l’abbandono ai Dem

Renzi © ANSA

Fassina: ‘Addio al Pd dei banchieri,vera sinistra è il Papa’ 
‘Ci siamo illusi, il Pd è quello di Renzi’
“Vedo uno spostamento dell’asse verso interessi forti, quelli del big business industriale e finanziario. Costamagna non è l’unico. Si mettono grandi banchieri d’affari ovunque. Ce n’è uno stuolo a Palazzo Chigi, tutti consiglieri del premier”. Per Stefano Fassina, intervistato da Repubblica e Manifesto, i punti di riferimento mondiali sono Syriza e Podemos ma prima ancora Papa Francesco, che “solleva una critica al capitalismo estranea da decenni alla sinistra. E che lascia quasi senza parole”. La scelta di lasciare il Pd, spiega Fassina, ‘”è stata segnata dalla svolta liberista sul lavoro, da quella plebiscitaria sulla democrazia, e ora da quella regressiva sulla scuola”. Dopo il successo delle Europee “ho sperato che nascesse una leadership in grado di ascoltare diversi punti di vista. Invece è successo che Renzi ha interpretato quel voto come una forma di autosufficienza, come un’ investitura totale”. Renzi, tuttavia, non è un usurpatore della Ditta, “anzi, è l’interprete fedele ed estremo del Pd che fu costruito al Lingotto”, dichiara. “Il Pd ha nel suo statuto una cultura plebiscitaria che poi si riflette nelle sue azioni. Persino sulla scuola abbiamo assunto l’ispirazione dell’uomo solo al comando, il preside, che disciplina gli insegnanti sfaticati”. “Ci siamo illusi che un’interpretazione del Pd che pure c’era fin dalla nascita, quella di Reichlin e di Scoppola, potesse essere dominante. Abbiamo sbagliato”, osserva Fassina. “È stata la segreteria Bersani ad essere un’anomalia, tant’è che non è riuscita a raggiungere gli obiettivi che si era prefissa perché la cultura politica prevalente nel Pd aveva un segno diverso”.

no alla riforma,blitz degli studenti davanti al Miur
All’alba le organizzazioni sindacali e l’Unione degli Studenti hanno organizzato una serie di blitz al ministero dell’istruzione e in altri luoghi simbolo di Roma,nel giorno del voto di fiducia al Senato sulla riforma della scuola e annunciano nuove iniziative di lotta a partire dall’avvio del prossimo anno scolastico. ” I presìdi e le manifestazioni sotto la Camera ed il Senato si sono succeduti quasi quotidianamente – precisa una nota dell’Unione degli studenti -con un successo di partecipazione e di consenso arricchito da un confronto costante con i parlamentari che hanno condiviso le ragioni delle iniziative di proposta e di protesta. Il governo tuttavia, pur promettendo tante volte il contrario, si è sottratto ad ogni confronto ponendo la fiducia al Senato e procedendo senza tener conto del netto dissenso della scuola, delle associazioni studentesche, dei genitori, delle organizzazioni sindacali e dello stesso parlamento. La democrazia italiana sta subendo una forzatura gravissima ed inaccettabile. Il Governo Renzi vuole imporre con un atto di forza un provvedimento che non ha mai tenuto conto dei bisogni e delle voci del Paese reale”. “Il risultato è una riforma che rischia di accrescere le diseguaglianze già presenti all’interno del sistema nazionale di istruzione, fondata su un modello autocratico e clientelare. Una scuola che insegue la competizione invece di perseguire la cooperazione garantendo eguali opportunità per tutti”.

 

Fonte: ANSA

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