I RISCHI PER L’ECONOMIA BULGARA DALLA SITUAZIONE IN GRECIA – 4° PARTE

Anton Petrov, rappresentante regionale di Viohalco, direttore esecutivo di Tepro Metal S.p.a.u. e membro del Consiglio direttivo di: Stomana Industry S.p.a., Sofia Med S.p.a., Sigma-IS S.p.a. e Tempo Stil S.p.a.u.:

“La chiusura delle banche in Grecia al momento non ci influenza direttamente come società bulgare. Le transazioni non si bloccano. Il controllo del capitale continuerà approssivamente per 6 giorni, la settimana prossima le business transazioni dovrebbero tornare al normale. Questo che succede ora è questo che è successo in Cipro, anche se in altra misura. La presente situazione rappresenta semplicemente una procedura (di approvazione) per le transazioni.

La cosa più fatale era ed ancora è l’imposta prevantiva che la Grecia ha introdotto. Questo è più preoccupante perchè lì i criteri e le procedure sono meno trasparenti. Lì si tratta di trattenuta di imposta che sarà restituita secondo l’opinione di un stato con problemi simili. In Grecia la recessione continua da anni e non c’è niente significativamente preoccupante. Nel momento le società bulgare non abbiamo una grande relazione con il mercato greco, i nostri contraenti principali sono l’Europa Centrale e Occidentale. Grecia è un’economia piccola in relazione con i mercati europei.

La cosa più interessante sarà l’esportazione di elettroenergia verso la Grecia e cosa succederà in questo settore. I rischi ci stanno là perchè esportiamo elettroenergia verso la compania greca nazionale e non è molto sicuro come saranno pagate queste esportazioni. Quindi il danno potrebbe essere subito dall’esportazione bulgara di elettroenergia.”

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