Grecia: per Bild la Merkel si prepara al ‘Grexit’. Su Atene accordo in bilico. Tsipras: ‘Finchè il popolo ci appoggia, lotteremo’

Sulla Grecia accordo sempre più in bilico. “Adesso anche Angela Merkel si prepara a un Grexit”. Lo scrive la Bild. “Dall’altro ieri notte” la cancelliera riterrebbe che “sia stato tutto inutile”. Secondo il giornale tedesco, dopo due ore di trattative a Bruxelles con Alexis Tsipras e Francois Hollande, alla fine Merkel avrebbe capito che probabilmente il fallimento è inevitabile. “Chiuso, finito, Grexit…”, scrive Bild.

Nelle dichiarazioni ufficiali però, sempre a proposito delle trattative con Atene, Berlino resta possibilista:  “Il nostro atteggiamento non è cambiato. Lavoriamo affinché la Grecia resti un membro dell’eurozona”, ha detto il portavoce del governo tedesco, Steffen Seibert, rispondendo a una domanda sulle indiscrezioni della Bildl.

La cancelliera ha invece avvertito: “Ho detto nei giorni scorsi, dove c’è la volontà c’è anche una strada. Ma la volontà deve venire da tutte le parti”. Quindi ha citato l’esempio della Bulgaria e ha sottolineato che “non è la prima volta che un paese deve fare delle riforme” in Europa. Parlando alle imprese familiari ha concluso che la “solidarietà si può ottenere in cambio di sforzi”, e che “questo vale per tutti”.

Il premier greco Alexis Tsipras dal canto suo non arretra. Visitando l’emittente statale Ert ad Atene ai giornalisti ha detto: “Finché il popolo greco sosterrà gli sforzi del governo, il governo continuerà a sostenere le giuste richieste del popolo greco”. “In tal modo – ha aggiunto – si potrà raggiungere con i creditori un accordo che non sarà solo un’intesa ma una soluzione che manterrà la coesione sociale, offrirà prospettive di crescita e, allo stesso tempo, risolverà il problema del finanziamento a medio termine del Paese e di conseguenza potrà creare le condizioni per la sostenibilità del debito greco”.

Fmi molla tavolo Grecia,nessun progresso,intesa lontana – (di Chiara De Felice) La Grecia è sempre più sola: il Fondo monetario internazionale abbandona il tavolo delle trattative di Bruxelles e torna a Washington, convinto che un accordo sia molto lontano e frustrato dalla assoluta mancanza di progressi nel negoziato. I nodi, dalle pensioni al surplus, restano ancora intatti e il nuovo confronto tra il premier Alexis Tsipras e il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker non serve a sbloccare la situazione. Anche l’Europa è stanca, e il presidente dell’Ue, Donald Tusk, mette nuova pressione sul Governo ellenico invitandolo a farla finita con il “gioco d’azzardo” e ad essere “più realista”, perché qualcuno potrebbe presto chiamare il “game over”. “La gente sta diventando impaziente. Io sono solo un essere umano e condivido la loro impazienza”, aveva detto Juncker prima di incontrare Tsipras. Dopo l’incontro, solo poche parole di routine: “Interessante e amichevole”, dice con tono poco convinto lasciando il palazzo del Consiglio, mentre parla al telefono. La tensione è sempre più alta: Juncker ha spiegato a Tsipras “un possibile processo con le tre istituzioni che potrebbe ancora consentire di trovare in tempo una soluzione mutualmente accettabile”, fa sapere la Commissione. Al netto del linguaggio diplomatico, si tratta di uno degli ultimi tentativi che il lussemburghese è disposto a fare in qualità di mediatore tra Atene e i suoi creditori, ormai stanchi. Anche la Merkel, che finora non si è mai sottratta al confronto, fa sapere di essere fermamente contraria ad un terzo pacchetto di aiuti. E dopo un’altra due giorni di incontri a Bruxelles, Tsipras risponde che accelererà i negoziati, ma conferma che la questione del debito è sul tavolo con le altre, e che non ci sarà accordo senza sciogliere anche quel nodo che invece i creditori vogliono rinviare. Ma non è chiaro con che modalità il negoziato potrà accelerare, visto che il team di negoziatori del Fmi è tornato a casa, da dove fa sapere oggi che restano “importanti differenze in aree chiave e non ci sono stati progressi nel ridurle”.

Il Fondo “non lascia mai il tavolo” quindi non sta abbandonando la Grecia a se stessa, ma sottolinea anch’esso che “la palla è nel campo di Atene”. E siccome siamo “ben lontani da un accordo”, crescono i timori che sia già troppo tardi. “Il rischio di un fallimento della Grecia cresce di giorno in giorno”, ha detto il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann. “Il prossimo Eurogruppo è cruciale, di certo non abbiamo più tempo”, ha precisato Tusk, riferendosi alla riunione di giovedì prossimo a Lussemburgo. Da parte tedesca ci sarebbe anche la spinta per convocare un Eurogruppo prima di giovedì, temendo che un solo appuntamento non basti. Anche perché, essendo la trattativa tornata politica e non più strettamente tecnica, solo i ministri possono prendere posizione a favore o contro le soluzioni proposte dalla Grecia. Sulla testa di Atene oggi è caduta anche un’altra tegola: il Consiglio di Stato ha giudicato “anticostituzionali” i tagli alle pensioni nel settore privato attuati nel 2012, decise dal governo nell’ambito del secondo pacchetto di salvataggio. Una decisione che apre un buco da circa 1,5 miliardi di euro.

Fonte: ANSA

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