Bruxelles blindata, Salah ancora in fuga. Vertice Hollande-Cameron a Parigi

L’attentatore di Parigi sarebbe stato intercettato nei dintorni di Liegi, ma sarebbe riuscito a fuggire in auto sulla autostrada E40 in direzione della Germania.

 

A Bruxelles, ancora per oggi, rimane il livello massimo di allerta.Chiusi uffici pubblici, scuole, negozi e metropolitana.

Misure di sicurezza rafforzate nelle sedi delle istituzioni Ue(Consiglio, Commissione e Parlamento) di Bruxelles. Al Consiglio, dove lo stato d’allerta è passato da giallo ad arancione, sono state cancellate solo le riunioni dei gruppi ‘tecnici’ di lavoro, mentre sono stati confermati gli incontri tra ministri – Eurogruppo e Consiglio educazione – ai quali partecipano nel pomeriggio il ministro delle Finanze Pier Carlo Padoan e Stefania Giannini. Gli uffici della Commissione sono regolarmente aperti così come quelli del Parlamento.

A Parigi, vertice tra il presidente francese Francois Hollande e il premier britannico David Cameron. I due leader hanno concordato di rafforzare la cooperazione tra i due Paesi contro il terrorismo dopo i recenti attacchi nella capitale.  Cameron ha detto che questa settimana cercherà di ottenere l’approvazione del Parlamento di Londra affinché il Paese partecipi ai raid aerei in Siria. “La Francia– ha annunciato Hollande – intensificherà i bombardamenti in Siria, scegliendo gli obiettivi che facciano più danni possibili all’esercito terrorista dell’Isis. Sull’intervento in Siria – ha proseguito il presidente francese – la Francia ha preso la sua decisione nello scorso mese di settembre, ora sta alla Gran Bretagna capire come può a sua volta impegnarsi” nella lotta all’Isis.

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“Il lavoro non è ancora finito”. Così il ministro dell’Interno Jan Jambon ha fatto il punto della situazione questa mattina dopo l’ondata di perquisizioni e arresti della scorsa notte nella capitale e in altre località del Belgio. Una valutazione più approfondita sul mantenimento del massimo stato d’allerta sarà condotta nelle prossime ore dall’organismo preposto all’analisi delle minacce alla sicurezza (Ocam). La città intanto, nonostante la chiusura di metro, scuole e centri commerciali, ha ripreso a vivere sebbene siano evidenti i segni della tensione, soprattutto per la massiccia presenza di polizia e militari in tutti i punti nevralgici della capitale.

Mentre prosegue la caccia a  Salah Abdeslam e dopo le polemiche dei giorni scorsi, Jambon ha tenuto a sottolineare che lo scambio di informazioni con i Paesi vicini sta funzionando bene “perchè siamo tutti sulla stessa barca”. Nel frattempo, si è appreso che Fouad Belkacem, leader dell’organizzazione islamista Sharia4Belgium già detenuto nel carcere di Anversa, è stato posto in isolamento per evitare che altri detenuti possano essere indottrinati e ‘radicalizzati’.

Intanto la polizia belga lancia la sua offensiva per stringere il cerchio attorno a Salah Abdeslam, che però riesce a sfuggire. Dopo una retata scattata con una maxi-operazione coordinata in sette quartieri della città, le forze dell’ordine arrestano 16 persone, tutte in qualche modo collegate all’inchiesta sui fatti di Parigi, che ha portato il terrore anche in Belgio. La minaccia rimane “seria e imminente”, e spinge il Paese a restare blindato. I 16 arresti – che dovranno essere convalidati dal giudice – non bastano a rassicurare le autorità, che chiedono il massimo riserbo e non accettano domande sull’inchiesta. Salah è ancora in fuga, e non si può abbassare la guardia. La polizia lo avrebbe visto a Liegi ma poi avrebbe perso le sue tracce mentre scappava su una BMW in direzione della Germania.

Le operazioni coordinate della polizia sono scattate nel tardo pomeriggio, subito dopo che il premier Charles Michel aveva confermato che l’allerta rimane al livello 4. Le forze speciali hanno chiuso un ampio perimetro vicino alla Grand Place, sono entrati in un hotel Radisson poco distante, e hanno compiuto azioni aEtterbeek, Molenbeek, Jette, Anderlecht, Forest, Woluwe. Tutto sotto gli occhi di una città spettrale. A Molenbeek, sono entrati anche a casa dello zio di Salah. Contemporaneamente, altre tre perquisizioni si sono svolte a Charleroi. Ma in tutte le operazioni non sono state trovate né armi né esplosivi.

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